Per molto tempo ci hanno fatto credere che, per ottenere risultati, bastasse una regola semplice:
più allenamento = più benefici.
Oggi sappiamo che non è così.
La qualità dell'allenamento conta molto più della quantità.
Soprattutto dopo i 40 anni e durante la menopausa.
Il corpo cambia. Anche l'allenamento deve cambiare.
Con l'età il nostro organismo modifica il modo in cui recupera dagli sforzi.
Cambiano gli ormoni.
Cambia la composizione corporea.
Cambia la capacità di recupero.
Continuare ad allenarsi esattamente come a 30 anni spesso non rappresenta la scelta migliore.
L'obiettivo non è fare sempre di più.
L'obiettivo è ottenere il massimo beneficio con lo stimolo più adatto.
Anche pochi minuti possono fare la differenza
Negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato come anche protocolli di allenamento intervallato ad alta intensità (HIIT) possano migliorare importanti parametri di salute.
Tra i benefici osservati troviamo:
- miglioramento della sensibilità insulinica;
- migliore controllo della glicemia;
- aumento della capacità cardiovascolare;
- miglioramento della pressione arteriosa;
- maggiore efficienza metabolica.
La caratteristica interessante è che questi risultati possono essere ottenuti anche con allenamenti relativamente brevi.
Ma attenzione.
Questo non significa che il protocollo HIIT sia adatto a tutti.
Non esiste l'allenamento perfetto. Esiste quello giusto per te.
Ogni persona parte da una situazione diversa.
Bisogna considerare:
- età;
- stato di salute;
- livello di allenamento;
- eventuali interventi chirurgici;
- problematiche articolari;
- salute cardiovascolare;
- menopausa;
- obiettivi personali.
Un allenamento efficace nasce sempre da una valutazione iniziale.
In menopausa serve allenare soprattutto la forza
Uno degli errori più frequenti è aumentare solo il cardio.
Camminare, pedalare o correre fanno bene.
Ma da soli non bastano.
Durante la menopausa diventa fondamentale preservare la massa muscolare.
Per questo è importante inserire:
- esercizi di forza;
- lavoro sulla mobilità;
- equilibrio;
- postura;
- respirazione.
Allenare il muscolo significa sostenere anche:
- metabolismo;
- salute ossea;
- autonomia futura;
- prevenzione delle cadute;
- qualità della vita.
Quando serve maggiore attenzione
Ci sono situazioni in cui l'allenamento deve essere ancora più personalizzato.
Ad esempio:
- dopo un intervento chirurgico;
- in presenza di patologie cardiovascolari;
- in caso di linfedema;
- durante percorsi oncologici;
- in presenza di dolore persistente.
In questi casi improvvisare può essere controproducente.
Serve una programmazione costruita sulla persona.
L'attività fisica è un investimento
Allenarsi non significa soltanto migliorare l'aspetto estetico.
Significa costruire salute.
Ogni seduta rappresenta un investimento per:
- mantenere forza;
- proteggere le ossa;
- migliorare il metabolismo;
- ridurre il rischio di malattie croniche;
- vivere meglio negli anni.
Il mio approccio
Nel mio lavoro l'allenamento non è mai un programma standard.
Fa parte di un percorso integrato che considera:
- educazione nutrizionale;
- massoterapia;
- salute metabolica;
- benessere femminile;
- storia clinica della persona.
Perché ogni corpo ha esigenze diverse.
E il miglior allenamento non è quello che ti fa soffrire di più.
È quello che ti permette di stare meglio oggi e di costruire salute per il futuro.
